Funtana Coberta

Somiglianza tra il tempio di Garlo (Bulgaria) e Funtana Coberta

Il pozzo visto dall'altoAccesso: Dal centro di Ballao si prende la strada per Escalaplano, dopo circa 3 km. si gira a sinistra, si percorrono poche centinaia di metri in una strada bianca che passa tra alcuni terreni adibiti a pascolo.

 

Il pozzo sacro Funtana Coberta si trova alla destra della strada bianca, ma occorre ossservare con attenzione perchè, pur trovandosi a soli 30m. dalla strada, non è facile individuarlo. Il pozzo sacro Funtana Coberta (Funtana Crobetta) si trova nel territorio di Ballao, a circa 3 chilometri dal centro urbano, in una conca racchiusa da una piccola altura, lungo la strada che congiunge Ballao con il paese di Escalaplano.

 

Vista verso l'atrioSono circa trenta i pozzi sacri dislocati sul territorio sardo e tra essa Funtana Coberta è tra i più conosciuti. Stiamo parlando di costruzioni risalenti all'età nuragica (2.000 a.C.) di chiara ispirazione religiosa, chiamati anche templi a pozzo, che sorgevano quasi sempre in corrispondenza di una fonte ed erano i luoghi in cui i nuragici praticavano il culto delle acque, elemento fondamentale della loro religione. 

 

Il pavimento lastricatoAnche per gli antichi sardi la scarsità di tale elemento naturale, ancora oggi non risolta, rappresentava un grave problema, perciò pozzi e fontane consacrate servivano molto probabilmente ad ingraziarsi le divinità delle acque.Situati in genere nelle vicinanze dei villaggi, i pozzi sacri riprendono alcune caratteristiche dell'architettura nuragica. Tre sono gli elementi costruttivi principali: l'atrio, la scala d'accesso al pozzo, la tholos. Quest'ultima, costruita nelle forme di un piccolo nuraghe, è in gran parte interrata e raccoglie al suo interno l'acqua, portata in genere da una vena sotterranea.

Si spiega allora il nome popolare di "Funtana Coberta " (fontana coperta), assegnato al monumento archeologico.          

 La tholos e la scalinata d'ingresso

Una scala spesso monumentale e rifinita con maestria conduce in profondità fino al pavimento della tholos al centro della quale, in questo caso ma non sempre, è localizzato il vero pozzo, rivestito di pietre e scavato fino a raggiungere l'acqua. All'esterno, in superficie, un atrio talvolta provvisto di sedili lapidei delimita lo spazio dedicato al culto. Tutto il complesso in origine si presentava, esternamente, come una piccola torre, preceduta da un locale provvisto di tetto a doppio spiovente.

La forma edificatoria risulta simile a quella di molti altri "pozzi sacri", rintracciabili sia in Sardegna che altrove. Ad esempio sono riscontrabili molte somiglianze con il pozzo sacro presente nel villaggio nuragico di Santa Vittoria presso Serri. Possiamo anche stabilire una netta e stretta connessione tra "Funtana Coberta" e il monumento megalitico situato, in Tracia, nei pressi del villaggio di Garlo, 50 Km ad ovest di Sofia (Bulgaria), nell'area del fiume Struma e a ridosso del mar Egeo.

Architravi degradantiL'intero edificio è stato costruito usando pietre di calcare compatto, di uno spessore quasi costante, ricavate quasi certamente dall'area circostante l'insediamento. Anche se rintracciabile in altri monumenti, la forma, molto particolare, mostra due ali di lunghezza ineguale, che danno luogo a una sorta di atrio di cui e' tutt'ora visibile la pavimentazione originale. Dall'atrio, a cielo aperto, si giunge poi alla zona coperta del tempio, grazie ad una scala composta da dodici gradini e che possiede una copertura molto particolare: sulle pareti quasi verticali si innestano dodici architravi degradanti che seguono e riproducono in copia l'andamento dei gradini sottostanti.

 

Schema di rilievoParticolare è anche la leggera convessita' delle pareti in senso longitudinale, quasi a ricreare un invito verso l'interno del tempio dove si nota subito la presenza del pozzo, al centro del pavimento. Quest'ultimo è stato realizzato con un selciato in grandi lastroni disposti a raggiera , in modo da ben delimitare l'orlo del pozzo. La cupola mostra un'accuratezza costruttiva notevole, con le pareti di blocchi di calcare compatto, piu' o meno regolari e di spessore costante salvo una piccola diminuzione, nella progressione verso l'alto.

Pochi i ritrovamenti di stoviglie di tipo nuragico: frammenti di stoviglie romane e ciotole si ritrovarono ovunque anche nel pozzo interno, e resti di vasellame recente. Si ritrovarono resti di un probabile villaggio nuragico e resti sporadici di età romana.

  Sezione lungo la scala

Nel Giugno 1994, nell'ambito di un più vasto programma di valorizzazione, si è dato inizio ad una campagna di scavo finalizzata al vincolo dell'area  archeologica di Funtana Coberta, in comune di Ballao.

 


La cupola o tholosL'area è nota alla letteratura archeologica per gli scavi del 1918, diretti da Antonio Taramelli, durante i quali venne messo in luce un tempio a pozzo (A. Taramelli, Notizie Scavi 1919 pp. 169-186); il complesso monumentale occupa la parte centrale di un fondovalle chiuso, ad Est, da una piccola altura su cui passa la strada che collega il paese di Ballao con Escalaplano, all'altezza in cui si innesta il bivio per la nuova strada che conduce a Goni. Questa altura è in leggero declivio da Nord a Sud e da Nord-Ovest a Sud-Est e mostra in alcuni punti la nuda roccia.


Il monumento è tra i più conosciuti della Sardegna ed è inserito in un progetto di valorizzazione predisposto dal Comune di Ballao, che ha provveduto ad acquistare l'area circostante il monumento in vista del suo inserimento negli itinerari turistici che privilegiano le zone più interne della
Sardegna. ScaviIl pozzo presenta una cella semisotterranea per la raccolta dell'acqua sorgente, coperta da cupola a tholos, con la scala d'accesso preceduta da un breve atrio. La cupola è fasciata da un muro a tamburo, al quale si lega un corpo sporgente che delimita la scala d'accesso e le due ali della piccola area in antis, rettangolare e selciata disposta dinanzi alla porta d'ingresso della scala.  

Testo a cura della Soprintendenza Archeologica
per le Province di Cagliari e Oristano.

Data di ultima modifica: 24/03/2015


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